Cloud Computing? No Grazie!

cloud-computingQuesto è ciò che spesso ci si sente rispondere quando si propongono soluzioni in cloud. Ora, il cloud è un bel termine, che dice tutto e nulla, fumoso tanto quanto le nuvole. Di fatti, con opera di divulgazione, dobbiamo spiegare cosa è e cosa non è.

Il Cloud per come lo vediamo noi è una opportunità. Opportunità che le piccole e piccolissime imprese hanno di utilizzare strumenti che altrimenti risulterebbero troppo onerosi e quindi inaccessibili.

Ma perché dovrei scegliere il cloud?

Innanzi tutto perché ha costi bassi e servizi altamente professionali e scalabili.

Di servizi cloud ne esistono diversi, alcuni tarocchi altri professionali.

Ma io imprenditore/professionista che non so nulla di tecnologia, come distinguo ciò che è buono da ciò che non lo è?

Vi do un suggerimento da non divulgare 😉 solo per pochi intimi.

Quando un commerciale (si sa i commerciali hanno la tendenza ad esagerare e a dire si certo quando magari ci starebbe un, bo! forse) vi propone un servizio, una piattaforma, un software è l’unica richiesta che l’utente deve soddisfare oltre al pagamento del servizio, è avere una connessione ad internet e un qualunque browser, siamo già nella giusta strada per valutare un prodotto cloud.

Se invece vi viene richiesta l’installazione di un qualunque software magari proprietario, per l’accesso al servizio oppure l’utilizzo di un particolare plugin per il browser, in questo caso drizzate le antenne perché vi stanno rifilando qualche accròcco.

Dovete sapere infatti che il Cloud non è una tecnologia innovativa, di fatti il primo a coniare il termine accademico Cloud Computing fu Ramnath K. Chellappa nel 1997, oggi professore dell’Emory University di Atlanta (Georgia) che lo riassunse così:

un paradigma informatico dove i confini dell’elaborazione dei dati vengono determinati più da ragioni economiche che da limiti tecnici.

Tuttavia, ciò da cui deriva il cloud, nasce già negli anni 70 da che i computer si sono interconnessi.

La vera svolta si è avuta quando è stato possibile realizzare vere e proprie applicazioni sul web, sviluppate interamente con linguaggi come PHP (lato server), JavaScript (lato client) per citarne alcune. È stato questo il passaggio che ha consentito l’approccio al largo pubblico dei sistemi in cloud (SaaS).

Molte aziende, soprattutto le più blasonate, non hanno compreso l’importanza di sviluppare soluzioni native dei propri prodotti per il web, ciò ha portato ad una rincorsa per non perdere fette di mercato e ad un proliferare di soluzioni che mantengono la caratteristica di soluzioni stand alone, ma installate su server remoti e venduti come innovativi.

I fattori che hanno determinato il successo del cloud come paradigma sono diversi ed eterogenei riassumibili però in una frase molto esemplificativa:

Il cloud nasce per risolvere un problema, il costo dell’IT in azienda.

Il cloud, in definitiva, conviene a tutti. Ai service provider in quanto gli permette di ottimizzare le strutture, all’utente finale in quanto consente un abbattimento dei costi di gestione non indifferente.

P.S. (per coloro che mangiano pane e sistemi) Siamo consapevoli che , il cloud è sopravvalutato ed ha aspetti oscuri tutti ancora da chiarire, tuttavia ad oggi è un buon punto di partenza per sviluppare un’attività con strumenti altamente professionali senza spendere follie.

Have a God day 😉

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